A Travellerspoint blog

By this Author: Enrico84

Mathare (again..)

Al lavoro!

"Nei quartieri dove il sole del buon Dio non da' i suoi raggi - ha gia' troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi...". A Mathare anche il sole sembra indugiare a lungo prima di splendere; sono quasi le undici quando decide di stendere i suoi timidi raggi sulla moltitudine dei tetti di lamiera che compongono lo slum, sulle acque fetide del fiume che lo attraversa, sulla montagna d rifiuti sulla quale saltano i ragazzini, sulle viuzze sghembe stracolme di sporcizia e sui visi, talvolta sorprendentemente sorridenti dei suoi abitanti. Da circa tre ore noi stiamo lavorando, insieme ai ragazzi della Ong italiana Live in Slum e agli operai dell'associazione kenyana Whynot, alla realizzazione di un orto, di una cucina e all'ampliamento di quella che e' stata - ci dice con orgoglio Dominic, il fondatore di Whynot - la prima delle scuole che oggi sono attive a Mathare. Silvia si occupa oggi di carpenteria e falegnameria - devono essere realizzati dei rudimentali trabattelli per ponteggi - mentre io, che ho svolto questi lavori ieri, mi dedico all'orto, dove si sta sperimentando un tipo di coltivazione in sacchi di plastica; sfruttando il medesimo principio dei grattacieli, per ovviare alla limitatezza delle dimesioni dell'orto e massimizzarne la produttivita', le verdure vengono seminante o interrate sulls superficie di grandi sacchi di plastica riempiti precedentemente di terriccio. Il risultato e' uno skyline orticolo molto interessante, che potrebbe essere esportato anche verso l'Italia; un a colonna centrale costituita da sassi e pietre garantisce il corretto drenaggio dell-aqua e la sua equa distribuzione lungo l'intera lunghezza del sacco.
A ricompensa del duro lavoro, siamo ospiti delle associazioni Live in Slum e Whynot, con le quali condividiamo, circondati da uno stuolo di bambini, un pasto frugale composto da riso, chapati (una sorta di piadina), lenticchie, sukumawiki e zuppa di soia e funghi, dopo il quale prendiamo congedo e torniamo verso casa.
Mathare e' il lezzo insopportabile dei suoi acquitrini, dei suoi rifiuti e delle sue latrine, e' la carne di manzo esposta in vendita tra polvere e mosche, e' l'odore perpetuo di plastica ed immondizia bruciata; Mathare e' il colore grigiastro della sua terra avvelenata per sempre, lo sguardo torvo di ragazzini gia' troppo grandi eppure ancora troppo piccoli. Mathare e' la dignita' perduta, schiacciata, venduta dei suoi abitanti, la dignita' per miracolo salvata di Celestine, che ci invita nella sua casa, in cui a malapena riusciamo a stare in 5, ma che lei ha adornato con teli ricamati e candidi. Mathare e' lo sguardo e la voce e la risata scrosciante di Margareth, che ci cucina il pranzo canticchiando, scherzando, sorridendo, infondendo la speranza che Mathare non debba essere per sempre, e in parte non sia gia' piu', il peggiore dei mondi possibili.

Posted by Enrico84 14:51 Archived in Kenya Comments (0)

Magadi

Come dev`essere la Luna...

Dopo il rientro a Nairobi dal Lago Naivasha, ci attende l`indomani una nuova escursione verso il lago Magadi, una distesa d`acqua salatissima che viene sfruttata a livello industriale per l`estrazione del prezioso minerale, destinato all`industria chimica. La societa` che opera sul sito - la Tata indiana che produce anche automobili (scopriremo che gli indiani in Kenya sanno fare un gran business nei settori piu` disparati, non di rado a scapito degli stessi kenyani) - ha provveduto a costruire nella zona circostante il lago e lo stabilimento di lavorazione un intero paese costituito prevalentemente dalle case degli operai (casermoni obbrobriosi e fatiscenti di sovietica memoria) e dalle villette dei dirigenti che lavorano sul posto. La sensazione, gia` attraversando le poche vie dell`abitato, e` straniante, perche` l`aglomerato sorge nel cuore del nulla; l`effetto si fa ancora piu` intenso man mano che, lasciandoci alle spalle le case, continuiamo a bordo del matatu versola sconfinata pianura che si estende a ridosso del lago: una distesa scabra, biancastra e lunare, screziata, sulle acque poco profonde dello specchio d`acqua, dalle migliaia di fenicotteri rosa che con eleganza e compostezza, quasi all`unisono, chinano e rialzano il capo dalle acque, per lanciarsi in un volo collettivo e perfettamente coordinato subito dopo, al nostro maldestro avvicinamento. Sublime.

Posted by Enrico84 14:37 Archived in Kenya Comments (0)

Safari...a piedi e in bicicletta!

Basta zebre

Attraversando il Kenya con il nostro matatu, tra un pisolino e l`latro, quello che vediamo dal nostro finestrino e` sempre molto surreale e anche piuttosto simile. Non e difficile incontrare infatti taxi di ogni genere: ci sono auto dentro alle quali riescono a starci, come in una sorta di tetris, all-incirca 9 persone (2 davanti, 4 dietro e 3 nel bagagliaio!), moto che trasportano 2 persone alla volta (piu` il conducente per un totale di 3) e perfino biciclette dotate di un morbido cuscino sul portapacchi. Insomma l-imbarazzo della scelta!
I paesi sono molto simili: tutto si sviluppa su una o due strade principali, dove si accalcano una serie di baracche che offrono ogni tipo di servizio: il parrucchiere, il ristorante e piu` di un negozio di cellulari. In poco tempo abbiamo infatti imparato una cosa importante sul kenya: a differenza dell`Italia (ad esempio Piazzole...) il cellulare prende ovunque perfino nella savana (non per niente la compagnia si chiama safaricom), tant`e` che e` impossibile trovare un masai senza un cellulare: incredibile!
Comunque con il nostro matatu arriviamo a Naivasha dove ci sono due particolarita` che subito ci colpiscono: tante serre che esportano fiori in tutto il mondo e un sacco di animali che fanno capolino mentre passiamo con la nostra bici.
O meglio Enrico e` andato in bici per un ripido sentiero mentre io ho fatto una bella passeggiata tra gli animali all`alba.
Vedere questi animali a pochi metri di distanza e` stata un`esperienza fantastica: zebre in ogni dove, facoceri un po` rimbambiti che saltellano qua e la`, un bufalo solitario, qualche antilope e per finire 3 fantastiche giraffe che hanno corso con me un pezzo di strada. Nel frattempo Enrico sudava sulla bicicletta e vedeva pochi animali...
E` stato fantastico!
Altra chicca e` stata la passeggiata dentro il canyon dell`Hell`s Gate, fino alla camera del diavolo: un percorso tra acque calde e fredde dove abbiamo perfino incontrato alcuni uomini che si facevano la doccia sotto una cascata di acqua sorgiva bollente!
rientriamo a Nairobi per altre avventure "fuori porta"....
Ciao Silvia

Posted by Enrico84 14:11 Archived in Kenya Comments (0)

Kericho Baringo

Ciao!
come promesso vi raccontiamo cosa abbiamo visto in questi giorni in giro per il Kenya.
Kericho, contro ogni aspettativa, e` una terra verde e piovosa dove ci sono distese di coltivazioni di the.
La raccolta del the porta molto lavoro agli abitanti del posto ai quali viene data una csa, un-istruzione gratuita per i figli, assistenza sanitaria e uno stipendio. Certo il lavoro e` piuttosto duro: ognuno deve raccogliere almeno 34 kg di tenere foglioline di the per ricevere il salario della giornata, altrimenti non viene pagato.
Abbiamo anche fatto una visita guidata in una di questi stabilimneti di lavoraione del the e ci siamo sentiti per un attimo dentro ad una puntata di linea verde...Grazie a questa visita abbiamo anche scoperto che da anni beviamo il the che loro considerano "di scarto" e che usano per costruire il compensato. Grazie mister DEn Peterson e il tuo Lipton del kaiser!
Siete quindi tutti invitati a casa nostra al nostro ritorno per sorseggiare una vera tazza di the Kenyano. Tra l-altro il Kenya e` il terzo produttore di the del mondo dopo India e Sri Lanka, anche se gli abitanti non possono permettersi il the piu` buono che quindi viene esportato.
La sera la passiamo in un bel lodge a guardare le olimpiadi davanti al fuoco....
Il giorno dopo saliamo sul nostro Matatu alla volta di Baringo!
Dalla pioggia passiamo in poche ore al secco clima del lago Baringo.
Uno strano tipo ci ha portato a fre un giro alla rupe. Dopo poco abbiamo incontrato un altro strano tipo che ci ha propinato il suo spettacolino per i turisti: alzo questa pietra ed ecco uno scorpione velenosissimo, alzo un`altra pietra ed ecco una vipera con tanto di veleno sputacchiato e infine cosa ci sara` sotto la terza pietra...un altro scorpione, nero e meno pericoloso.
Arrivati in cima alla rupe, con un po` di fatica, inocntriamo tre bambini che arrivano dall`altra parte della collina. Hanno all`incirca 6 o 7 anni e stanno tornando alla loro capanna a portare il carbone raccolto. uno di questi porta con se` un grosso macete che un po` ci inquieta, ma tutti sono senza scarpe e i loro piedi e le loro mani sono consumati dal lavoro e dalla strada.
Bastano pero` tre caramelle per sciogliere un po` il loro sguardi indagatori e con un binocolo riusciamo a strappar loro anche un sorriso. Mentre scendiamo pero` uno di questi si dirige verso Enrico e gli domanda soldi per comprare l`Ugali...
Altri vogliono penne per la scuola o soldi per comprarsi il cibo. Noi diamo loro quello che abbiamo: qualche biscotto e poco altro, forse troppi zuccheri per la loro dieta....
Il giorno dopo ci imbarchiamo presto e ammiriamo lo spettacolo dell`alba sul lago Baringo: che meraviglia.
Dopo aver visto una famiglia di ippopotami ci dirigiamo verso una parte del lago dove ci sono la maggior parte degli uccelli.
In questo lago infatti si concentrano circa 350 specie di uccelli ed e` il luogo piu` fortunato al mondo per chi vuole vedere questi animali: sono tantissimi e del tutto indifferenti al nostro passaggio e tutti si possono vedere nel giro di 24 ore.
Il giorno dopo ci spostiamo verso Elementaita. Ma questo e` un altro racconto...
A presto
Silvia

Posted by Enrico84 07:56 Archived in Kenya Comments (0)

Around Kenya

In visita al villaggio di Pundo

Fedeli seguaci del nostro blog (a dire il vero un po` scarno sino ad ora),
rieccoci finalmente ad aggiornarvi sul nostro girovagare per il Kenya. Eravamo rimasti a Mathare, la baraccopoli di Nairobi, e li` torneremo. Ma nel mezzo, e` trascorsa una settimana intensa alla scoperta di alcuni angoli della terra kenyana. Innanzitutto la visita al villaggio di Pundo, nel territorio di Sondu e nel circondario di Ramoghi (i nomi sono veri), terra natale di Dominic, la nostra guida locale. Dopo una marcia interminabile in matatu, ed una seconda a piedi circondati da una rigogliosa vegetazione tropicale, che si diradava al nostro passaggio grazie agli infallibili colpi di machete di un vecchio capovillaggio, lasciamo alle nostre spalle un grazioso villaggio di capanne dal nome tutt'altro che grazioso (Anogorremo, questo il nome, in ligua luo significa "vomitare sangue") per giungere finalmente al villaggio di Dominic, cinque capanne di fango e lamiera disposte secondo un preciso ordine geometrico e genealogico, in cui veniamo accolti con molti onori e festeggiamenti. Il momento della nostra visita e` solenne, e le donne del villaggio ci preparano, nel tempo record di 2 ore e mezza, gustosi manicaretti composti prevalentemente da: ugali, una sorta di polenta bianca mooolto compatta, riso, anch'esso bianco e piuttosto compatto, sukumawiki, una specie di spinacio cotto, stufato di carne (quale non lo sappiamo) e dei pesciolini dall`odore e sapore sospetto e vagamente inquietante.
Dopo il pranzo salutiamo il villaggio e, dopo la profusione di ringraziamenti di tutti gli anziani del villaggio, che uno dopo l`altro si sono lanciati in zuccherosi salamelecchi, ripartiamo a bordo del matatu. Scopriremo ben presto che gli zuccherosi salamelecchi sono volti quasi sempre ad ottenere un`offerta per la promozione ed il sostegno della comunita` locale, qualunque essa sia.
Incuranti ingraniamo la prima e ci prepariamo alla prossima avventura, per conoscere la quale dovrete soltanto leggere il prossimo post.
Ciao a tutti.
E & S

Posted by Enrico84 08:13 Archived in Kenya Comments (1)

Nairobi and Mathare

"Auaiu?" o Kenya, Capitolo I

Ciao a tutti,
eccoci qui a raccontare a voi fedeli seguaci le nostre avventure di quest'anno.. Dopo un volo senza problemi atterriamo a Nairobi, una metropoli con oltre 3 milioni di abitanti, dove l'accento va posto sulla parola "oltre": nessuno sa infatti quanti siano di preciso, dal momento che, oltre agli abitanti censiti, ci sono da considerare le diverse centinaia di migliaia che occupano le baraccopoli della periferia.
La città è grande, caotica, percorsa da un formicolio quasi incessante di auto, moto e pedoni che salgono e scendono rumorosamente lungo le strade strapiene di buche e di improbabili negozi di qualsiasi cosa, per lo più ricavati all'interno di tuguri di lamiera, dipinti alla meglio con colori sgargianti che si stagliano sullo sfondo di una vegetazione tropicale che rigogliosa cresce appena oltre ogni strada.
Dopo un tour cittadino non entusiasmante, nella serata di ieri riprendiamo le forze in un locale etiope, che serve una grande piadina sulla quale vengono disposti cibi e condimenti, e dalla quale ciascuno attinge con le mani, servendosi solo di un pò di pane. Un paio di birre aiutano a mandar giù e digerire le speziate pietanze, e favoriscono il sonno prima del programma domenicale.
Entrando a Mathare, una delle baraccopoli di Nairobi, siamo innanzittto sommersi da un acre odore di immondizia, sensazione olfattiva che si rivela tristemente complice dello spettacolo visivo che i nostri occhi ci avevano anticipato lungo la strada percorso a bordo del nostro matatu (minibus privato): una distesa immensa di sghembi tetti di lamiera si sviluppa sotto di noi, a colmare lo spazio una volta vuoto di una vecchia cava, oggi adattata a suburbio. Visitiamo con una guida locale, Dominic, i progetti cui partecipa Karibu Afrika, la ONLUS che ha organizzato il nostro viaggio: una scuola, un orto ed un futuro laboratorio di sartoria nel cuore della baraccopoli. Ben presto, mentre percorriamo i vicoli che si dipanano tra le baracche, i rifiuti ed i canali di scolo di acque decisamente nere, siamo circondati da uno stuolo piuttosto curioso e festante di bambini dall'età indefinibile, che ripetono in continunazione a noi musungu (bianchi): "auaiu?" con una tipica cantilena fanciullesca che vuol dire "how are you?". Noi, in effetti, cammin facendo non stiamo più così bene come credevamo, disorientati e frastornati da una moltitudine di persone, suoni, odori e visioni inimmaginabili. Due ore dopo, usciamo da Mathare esausti e con un sacco di pensieri confusi e contradditori che si affollano nella testa, così come le immagini nei nostri occhi.
Nel pomeriggio Siamo andati al mercatino di artigianato locale a Nairobi e ci siamo lasciati trascinare nel turbinio delle contrattazioni per il prezzo. Risultato: abbiamo portato a casa due fantastici quadretti al prezzo di uno!
Domani partiremo verso la zona dei laghi dove ci attende la natura incontaminata e le tribù masai.
Per qualche giorno quindi non potreo scrivere...
A presto
Enrico e Silvia

Posted by Enrico84 12:50 Archived in Kenya Comments (0)

In partenza...

Casa incasinata!

-30 °C

DOmani si parte...
Mentre faccio le valigie (entrambe) sogno l'Africa e quello che sarà.
Con un po' di agitazione cerco di chiudere la valigia e speriamo di non dimenticare niente!
Per fortuna Enrico ha molta pazienza con me e sopporta tutto questo casino, anche se in realtà contribuisce anche lui...
A presto
SIlvia

Posted by Enrico84 06:43 Archived in Italy Comments (1)

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