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Nairobi and Mathare

"Auaiu?" o Kenya, Capitolo I

Ciao a tutti,
eccoci qui a raccontare a voi fedeli seguaci le nostre avventure di quest'anno.. Dopo un volo senza problemi atterriamo a Nairobi, una metropoli con oltre 3 milioni di abitanti, dove l'accento va posto sulla parola "oltre": nessuno sa infatti quanti siano di preciso, dal momento che, oltre agli abitanti censiti, ci sono da considerare le diverse centinaia di migliaia che occupano le baraccopoli della periferia.
La città è grande, caotica, percorsa da un formicolio quasi incessante di auto, moto e pedoni che salgono e scendono rumorosamente lungo le strade strapiene di buche e di improbabili negozi di qualsiasi cosa, per lo più ricavati all'interno di tuguri di lamiera, dipinti alla meglio con colori sgargianti che si stagliano sullo sfondo di una vegetazione tropicale che rigogliosa cresce appena oltre ogni strada.
Dopo un tour cittadino non entusiasmante, nella serata di ieri riprendiamo le forze in un locale etiope, che serve una grande piadina sulla quale vengono disposti cibi e condimenti, e dalla quale ciascuno attinge con le mani, servendosi solo di un pò di pane. Un paio di birre aiutano a mandar giù e digerire le speziate pietanze, e favoriscono il sonno prima del programma domenicale.
Entrando a Mathare, una delle baraccopoli di Nairobi, siamo innanzittto sommersi da un acre odore di immondizia, sensazione olfattiva che si rivela tristemente complice dello spettacolo visivo che i nostri occhi ci avevano anticipato lungo la strada percorso a bordo del nostro matatu (minibus privato): una distesa immensa di sghembi tetti di lamiera si sviluppa sotto di noi, a colmare lo spazio una volta vuoto di una vecchia cava, oggi adattata a suburbio. Visitiamo con una guida locale, Dominic, i progetti cui partecipa Karibu Afrika, la ONLUS che ha organizzato il nostro viaggio: una scuola, un orto ed un futuro laboratorio di sartoria nel cuore della baraccopoli. Ben presto, mentre percorriamo i vicoli che si dipanano tra le baracche, i rifiuti ed i canali di scolo di acque decisamente nere, siamo circondati da uno stuolo piuttosto curioso e festante di bambini dall'età indefinibile, che ripetono in continunazione a noi musungu (bianchi): "auaiu?" con una tipica cantilena fanciullesca che vuol dire "how are you?". Noi, in effetti, cammin facendo non stiamo più così bene come credevamo, disorientati e frastornati da una moltitudine di persone, suoni, odori e visioni inimmaginabili. Due ore dopo, usciamo da Mathare esausti e con un sacco di pensieri confusi e contradditori che si affollano nella testa, così come le immagini nei nostri occhi.
Nel pomeriggio Siamo andati al mercatino di artigianato locale a Nairobi e ci siamo lasciati trascinare nel turbinio delle contrattazioni per il prezzo. Risultato: abbiamo portato a casa due fantastici quadretti al prezzo di uno!
Domani partiremo verso la zona dei laghi dove ci attende la natura incontaminata e le tribù masai.
Per qualche giorno quindi non potreo scrivere...
A presto
Enrico e Silvia

Posted by Enrico84 12:50 Archived in Kenya

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